mercoledì 17 giugno 2009

EMILY IN ITALIA UMBRIA INVITA A VOTARE LORIANA STELLA


L’associazione Emily in Italia Umbria, impegnata per la promozione della presenza delle donne del centro sinistra nei luoghi decisionali della politica, dell’impresa e della società in genere, invita i cittadini e le cittadine di Orvieto a partecipare in massa al ballottaggio che si svolgerà il 21 e 22 giugno prossimi per la scelta del Sindaco della città e a votare Loriana Stella.

E’ la prima volta che la città di Orvieto è costretta ad andare al ballottaggio, in quanto Loriana Stella, pur avendo il centro sinistra riportato la maggioranza in Consiglio Comunale, con il suo 48,59 % non è riuscita, per poco più di cento voti, a riportare il quorum necessario per passare al primo turno. Ed è la prima volta che la città di Orvieto può avere la possibilità di essere governata da una donna.

Emily Umbria, che esprime soddisfazione per il risultato riportato dalla componente femminile del centro sinistra, invita a dare ulteriore fiducia alle potenzialità del genere femminile, e a completare e arricchire la forte impronta di rispetto delle pari opportunità assunta dal Consiglio Comunale di Orvieto scegliendo, per la massima carica amministrativa, una donna: Loriana Stella.

Una donna competente ed esperta, che ha alle spalle anni di amministrazione in cui, nei suoi ruoli, ha contribuito a progetti di valorizzazione per Orvieto e per l’intero comprensorio orvietano; una donna che, all’interno del partito a cui appartiene, il Partito Democratico, ha portato avanti con determinazione e coraggio un progetto partecipato e convinto di innovazione e di cambiamento per il governo della città di Orvieto, che potrà completare, insieme alla coalizione di centro sinistra, nell’autorevole ruolo di Sindaco grazie alla rinnovata fiducia di elettrici ed elettori.

Una donna che ben conosce il territorio, la sua storia, i suoi problemi; che saprà governarlo con quel di più di cura e relazione che ovunque il genere femminile assicura, garantendo nella gestione amministrativa ascolto, trasparenza, partecipazione, rappresentanza reale dei cittadini: obiettivi su cui ha puntato, per la sua proposta di governo, fin dall’inizio. Ma anche, secondo le linee del programma della coalizione di centro sinistra, nuova coesione e nuovo sviluppo, con quella capacità organizzativa e con quella rapida concretezza, anch’esse proprie del “fare” delle donne che, nella sua precedente azione amministrativa, Loriana Stella ha ampiamente profuso e dimostrato.

La sua elezione ci sta a cuore non solo per una questione di genere, ma perché con la maggioranza di centro sinistra già decretata dalle urne è l’unico modo, certo ed efficace, per assicurare alla città quella rapida governabilità di cui ha bisogno. Con Loriana Stella Sindaco, per l’attribuzione del premio di maggioranza, il Consiglio Comunale si arricchirebbe inoltre di un’altra figura femminile per cui scatterebbe il seggio di Consigliere.

Ultima ed importantissima ragione per preferire e votare Loriana Stella è quella di conservare con pienezza, anche nell’espressione del Sindaco, l’anima democratica, solidale e antifascista di Orvieto, che si è già espressa con decisione nella scelta dell’assise consiliare della città.

Orvieto 16 giugno 2009

Le Socie di Emily in Italia Umbria

mercoledì 10 giugno 2009

Conferenza episcopale italiana. Disuguaglianze in aumento


Che la Conferenza Episcopale Italiana si debba sostituire al ruolo dei partiti? Ovvero alla POLITICA?
Siamo alla frutta..........fortuna che c'è qualcuno che ancora si occupa di stato sociale !
A presto. Silvia

ROMA - Di fronte alla crisi economica-finanziaria, i vescovi rilevano in un documento che “in Italia il tessuto sociale si va sfilacciando e le disuguaglianze aumentano anziché diminuire”. E’ lanciando questo allarme che la Conferenza episcopale italiana, al termine dei suoi lavori, fa sentire la sua voce a quanti, dopo le elezioni europee e nazionali per quanto riguarda i Comuni e le Province, continuano a scontrarsi per i rispettivi risultati ottenuti, mentre sembra calare l’impegno per la situazione esistenziale di molte famiglie che vivono in condizioni preoccupanti.


Analizzando la situazione in un documento molto critico, i vescovi, dopo aver rilevato che nessuno ignora il pesante impatto della sfavorevole congiuntura economica internazionale, osservano che, nonostante gli sforzi per “minimizzare l’impegno profuso da chi detiene l’autorità ossia il governo, resta evidente che i costi del difficile momento presente ricadono in misura prevalente sulle fasce più deboli della popolazione”.

Preoccupati per il crescere della disoccupazione e dei cassintegrati e soprattutto per le aumentate difficoltà per i giovani nel trovare un lavoro, i vescovi non accettano la parola “esubero” perché chi la usa non tiene conto “di un tessuto sociale che va sfilacciandosi, a motivo delle disuguaglianze che aumentano anziché diminuire”. E, soffermandosi a sottolineare che la crisi colpisce “pesantemente i più deboli, le famiglie e quanti perdono il posto”, i vescovi ritengono che sia divenuto “urgente pensare a nuovi modelli come segno di un’attenzione nuova al mondo del lavoro” rispetto al passato.

Per quanto riguarda il fenomeno migratorio, i vescovi ritengono “insufficiente” dare “una risposta dettata dalle sole esigenze di ordine pubblico”. Occorre, invece, impedire che i popoli dei Paesi poveri “siano costretti alla fuga” inoltre è necessario promuovere “l’integrazione attraverso una educazione alla legalità e alla multiculturalità”. L’attuale emergenza va trasformata in “opportunità per tutti”.

Inoltre, i vescovi sollecitano le parrocchie, le varie comunità cristiane e tutto l’associazionismo cattolico a mobilitarsi per aumentare il “Fondo-Prestito” per venire incontro alle famiglie in gravi difficoltà. La Chiesa non vuole essere ridotta ad “un’agenzia umanitaria”, ma in quanto non è priva di “connessioni antropologiche”, non può sottrarsi dall’offrire il suo contributo a chi ha realmente bisogno. Ed è con questo spirito – sottolinea il documento – auspica pure che per il prossimo autunno tutte le famiglie terremotate dell’Aquila “abbiano una situazione adeguata”.

Pur avendo avuto la delicatezza di pubblicare il 9 giugno questo documento ad elezioni avvenute, nella sostanza richiamato il governo, prima di tutto, a quanti hanno responsabilità politiche ed amministrative a considerare “grande emergenza” la condizione delle famiglie più deboli e soprattutto dei giovani. Ciò vuol dire che la Cei, come supremo organismo della Chiesa italiana, vuole far sentire la sua voce critica spingendo chi ha la responsabilità di governare, prima di tutto, ma anche l’opposizione a cambiare registro nel dare risposte concrete ai problemi che incalzano.

A tale fine ha programmato una serie di iniziative di carattere sociale con evidenti risvolti politici: la Giornata per la carità del Papa del imminente 28 giugno, la Settimana dei cattolici italiani che si svolgerà a Reggio Calabria dal 14 al 17 ottobre 2010 con lo scopo di agire sul Mezzogiorno, il 25° Congresso Eucaristico Nazionale che si terrà ad Ancona dal 4 all’11 settembre del 2011. Inoltre i vescovi si propongono di rilanciare, in nome della “questione educativa”, la battaglia riguardante la bioetica affrontando i problemi dell’aborto, del controllo delle nascite e così via.

fonte: Dazebao
di:Alceste Santini

sabato 6 giugno 2009

PATTO TERRITORIALE PER L'OCCUPAZIONE FEMMINILE

Presentato in Provincia il Patto territoriale per l'occupazione femminile. Si riduce il gap occupazionale tra uomini e donne

E' stato presentato ieri in Provincia il Patto territoriale per l'occupazione femminile. Nel corso dell'incontro con i giornalisti il presidente della Provincia, l'assessore provinciale alle politiche del Lavoro, il dirigente del settore Franco Fogliano e la Consigliera di Parità di Palazzo Bazzani, Raffaella Chiaranti, hanno illustrato i contenuti dell'intesa sottoscritta da Provincia, associazioni di categoria e sindacati, sottolineando la situazione del mondo lavorativo femminile in provincia di Terni.

Il Patto territoriale mette in campo una serie di azioni finalizzate alla valorizzazione delle competenze femminili e all'aumento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro anche adottando iniziative che favoriscano la conciliazione fra responsabilità della vita familiare e possibilità di un impegno professionale soddisfacente. Con il Patto, è stato spiegato, si intende inoltre operare in sintonia con le strategie della Comunità europea e le azioni previste dalla programmazione regionale dell'Umbria per affermare il concetto che lo sviluppo si costruisce anche con la collaborazione delle donne. A seguito degli impegni sottoscritti verrà istituito un gruppo di lavoro specifico composto da tutti i soggetti firmatari del Patto per azioni concrete finalizzate all'attuazione degli obiettivi stabiliti dal protocollo e con l'indicazione delle risorse da destinare all'iniziativa e i provvedimenti che saranno adottati dalle amministrazioni competenti.

Dai dati sul mercato del lavoro 2008 emerge che il tasso di occupazione femminile registra negli ultimi anni una crescita rispetto al passato, pur rimanendo ancora inferiore nei confronti della componente maschile e non essendo ancora in linea con gli obiettivi fissati dagli accordi di Lisbona che la Comunità europea ha stabilito di raggiungere entro il 2010. Le proiezioni elaborate prima dell'inizio della fase acuta della crisi economica, indicano un andamento in crescita per il tasso di disoccupazione nel biennio 2009-2010 e un aumento delle ore di cassa integrazione passate dalle 53.529 del primo trimestre 2008 alle 257.200 dello stesso periodo di quest'anno. Per quanto riguarda invece l'andamento generale 2008 si registra una sostanziale tenuta sul versante degli occupati, mentre le persone in cerca di occupazione risultano inferiori al dato nazionale. Lo stesso andamento si evidenzia anche per il numero complessivo degli occupati che cresce fra il 2007 e il 2008 nei confronti del dato nazionale. Il territorio provinciale risulta inoltre in grado di assorbire nuova forza lavoro. Nel 2008 gli occupati sono circa 92.000, il 56% uomini, il 33,9% donne, i lavoratori dipendenti sono il 73,8% (74,5% il dato nazionale), mentre l'incidenza femminile aumenta dal 42,3% al 43,9% (i maschi scendono dal 57,7% al 56,1%). Per quanto riguarda i settori economici il terziario assorbe il 68,3% dell'occupazione, l'industria il 28,9% e l'agricoltura il 2,8%.

E' un dato, ha spiegato il presidente della Provincia riferendosi alla ripartizione dei lavoratori per settore economico, che dimostra come in questi anni si sia assistito ad una profonda trasformazione del tessuto produttivo locale, con un maggior equilibrio rispetto al passato che oggi impone un ulteriore salto di qualità in termini di crescita aziendale, anche con forme di aggregazione, per sviluppare processi di integrazione, ricerca e collocazione nei marcati internazionali. Il tasso di disoccupazione nel 2008 si attesta sul 4,3%, più basso del 2007 (5,7%), le donne scendono dall'8,6% al 6,5%, gli uomini dal 3,5% al 2,6%. La Consigliera di parità e Fogliano hanno anche presentato il premio conferito dal ministro della Pubblica amministrazione e innovazione intitolato "Lavoriamo insieme" nell'ambito delle iniziative per le parti opportunità presentate al Forum P.A. di Roma.

La Provincia ha inoltre evidenziato le recenti statistiche del Sole 24Ore che collocano l'Umbria al secondo posto nazionale e che fanno conseguentemente dei Centri per l'Impiego di Terni una delle realtà migliori d'Italia, anche alla luce dei riconoscimenti per il progetto complessivo dell'amministrazione. Infine si è fatto riferimento ai positivi risultati ottenuti con l'utilizzo delle risorse per la formazione professionale e in particolare con le misure individuali che hanno prodotto oltre il 50% di rapporti di lavoro strutturati sul complesso degli interventi.
" Il primo compito del Partito Democratico deve essere quello di restituire credibilità alla politica". Rosy Bindi