venerdì 23 settembre 2011

LE DONNE DEL RISORGIMENTO: D'ALLORA, POCO E' CAMBIATO

Colomba Antonietta Porzi
Anna Maria Mozzoni

Eleonora De Fonseca Pimentel

Giuditta Sidoli

Cristina Trivulzio di Belgioioso
Teresa Casati Confalonieri


Nell’anno in cui si festeggiano i 150 anni dell’Unità d’Italia si dovrebbe pensare con gratitudine alle numerose e per lo più sconosciute donne del nostro Risorgimento.
In una società dove tutto era in mano agli uomini,ci furono numerose donne che si impegnarono su diversi fronti per la libertà. Vorrei raccontarvi di alcune di queste donne che con il loro impegno,sia nascosto che manifestato ci hanno aiutato ad essere ciò che siamo ed ad ottenere un’Italia Unita.

Molteplici furono i campi d’azione delle protagoniste del Risorgimento.

Furono mogli di patrioti come Teresa Casati Confalonieri che spese la sua vita nel tentativo di salvare il marito.

Furono amanti come Giuditta Sidoli,compagna di Mazzini e Nina Giustiniani amante di Cavour che si ribellarono così ai matrimoni combinati, di regola in quei tempi per affermare una libertà personale sconosciuta fino a quel momento.

Sacrificarono il loro status sociale di nobil donne come la principessa Cristina Trivulzio di Belgiosioso , giornalista ed editrice, che fu costretta ad emigrare in Francia a causa della divulgazione e della promozione dell’ Unità di Italia.

Morirono sul patibolo per l’Unità d’Italia. Eleonora Fonseca Pimentel, poeta e scrittrice, fu in primo piano nella Napoli repubblicana e giacibina del 1799 e fu tra le prime donne ad essere condannata a morte dai seguaci reazionari della monarchia. La sua battaglia politica era ispirata dagli ideali della Rivoluzione Francese e quindi si batteva per i ceti più deboli, per l’affermazione della libertà e per il progresso.

Morirono anche sul campo di battaglia come Colomba Antonietti Porzi, figlia di un fornaio di Foligno, che insieme al marito, conte Luigi Porzi, scelsero di combattere insieme a Garibaldi.Quando lei morì, vestita da maschio con la divisa da bersagliere, Garibaldi disse che Colomba sarebbe stata per sempre la “madre della Patria”.

Un’altra forma di resistenza fu il rifiuto di una vita in convento imposta:Enrichetta Caracciolo che riuscì a liberarsi dei voti dopo ingiustizie di ogni tipo.

Le donne del Risorgimento si prestarono anche sul fronte legato alle attività di soccorso:la gestione delle ambulanze e degli ospedali durante i periodi di guerra,il sostegno ai più poveri come ai contadini, alle prostitute ed ai carcerati. Sostennero la creazione di scuole, asili, collegi e fondazioni.Furono le prime a porsi il problema dell’istruzione per le bambine in una società dove la cultura era solo riservata agli uomini.

Altre presero parte attivamente al Risorgimento nel ruolo “di giardiniere”all’interno della Carboneria.

Giardiniere,con questo termine venivano chiamate tutte le donne che,appartenenti alla Carboneria,invece di riunirsi in luoghi segreti si incontravano nei loro giardini.Ogni raggruppamento,giardino formale o aiuola,era formato da 9 donne.Per potervi entrare queste dovevano superare lunghi periodi di indagine.All’interno delle giardiniere vi era una gerarchia:
-Apprendista,erano le più giovani e inesperte in loro motto era: ”COSTANZA E PERSEVERANZA”.
-Maestre giardiniere,vi si arrivava dopo un lungo tirocinio;il loro motto era “ONORE E VIRTù”Erano autorizzate a portare il pugnale tra calze e giarrettiera.Il loro segno di riconoscimento era:disegnare un semicerchio toccandosi la spalla sinistra e poi la destra e battendo tre colpi sul cuore.La società delle giardiniere iniziò ad operare in Lombardia dopo il marzo del 1821.

Ne fu un’illustre rappresentante Maria Gambarana in Frencavalli che,grazie ai suoi possedimenti in Lomellina poteva facilmente viaggiare tra Lombardia e Piemonte,portando ordini e messaggi.
Infine, fu una scelta estrema,l’intervento diretto ai moti rivoluzionari e alle sommosse in seguito ai quali alcune furono imprigionate e uccise,alcune anche minorenni.

Albonio Maria di 12 anni,Sarta,Fiocchi Maria di 12 anni contadina,Vigano Teresa di 8 anni e molte altre.Erano poco più che bambine,povere e sconosciute.Eppure anche a loro dobbiamo un pezzetto della nostra libertà


Il cammino verso l’emancipazione e la libertà delle donne è tutt’ora in evoluzione se pensiamo che solo quasi un secolo dopo nel 1947 alle donne fu concesso il diritto di voto, se leggiamo a seguire l’appello del 1864 di Anna Maria Mozzoni ci rendiamo conto che a tutt’oggi il diritto a pieno titolo di cittadinanza alle donne italiane , è ancora in buona parte precluso.

Anna Maria Mozzoni, nata a Rescaldina nel 1837 fu una pioniera di spicco del femminismo italiano. La donna e i suoi rapporti sociali, pubblicato nel 1864, è un’appassionata invocazione all’ingresso delle donne nelle strutture sociali. Leggere oggi le sue parole stupisce per la modernità di un programma concreto e articolato di riforme.

'La donna e i suoi rapporti sociali' di Anna Maria Mozzoni

"La donna deve dunque protestare contro la sua attuale condizione, invocare una riforma, e chiedere:

I. Che le sia impartita un'istruzione nazionale con larghi programmi.
II. Che sia parificata agli altri cittadini nella maggiorità.
III. Che le sia concesso il diritto elettorale, e sia almeno elettorale, se non eleggibile.
IV. Che l'equilibrio sia ristabilito fra i coniugi.
V. Che la separazione dei beni del matrimonio sia diritto comune.
VI. Che l'adulterio ed il concubinato soggiacciano alle stesse prove legali ed alle stesse conseguenze.
VII. Che il marito non possa rappresentare la moglie in nessun atto legale, senza suo esplicito mandato.
VIII. Che siano soppressi i rapporti d'obbedienza e di protezione, siccome ingiusta l'una, illusoria l'altra.
IX. Che nel caso che la moglie non voglia seguire il marito, ella possa sottoporre le sue ragioni ad un consiglio di famiglia composto d'ambo i sessi.
X. Che il marito non possa alienare le proprie sostanze sia a tìtolo oneroso, sia gratuito, né obbligarle in nessun modo, senza consenso della moglie, e reciprocamente - Dacché il coniuge sciupatore dev'essere mantenuto dall'altro, è ben giusto che la controlleria sia reciproca.
XI. Che la madre sia contatrice, secondo lo vuole diritto naturale.
XII. Che il padre morendo elegga egli stesso un contutore, e la madre a sua volta elegga una contutrice ai suoi figli.
XIII. Che sia ammessa la ricerca della paternità, e soggiaccia alle prove legali, alle quali soggiace l'adulterio.
XIV. Che si faccia più severa la legge sulla seduzione, e protegga la donna fino ai venticinque anni.
XV. Che sia la donna ammessa alla tutela ed al consiglio di famiglia.
XVI. Che abbia la tutrice gli stessi diritti del tutore; e, dove v'abbia discordia, giudichi in prima istanza il consiglio di famiglia, quindi il tribunale pupillare.
XVII. Che siano aperte alla donna le professioni e gl'impieghi.
XVIII. Che possa la donna acquistare diritti di cittadinanza altrimenti che col matrimonio.
[...]
Ho già detto, ch'io credo dovere la donna apporre il suggello del suo genio sopra tutte le umane istituzioni, che fin qui non si possono che abusivamente chiamar tali, opera quali sono di una casta appartenente alla metà dell'uman genere; e non potrassi mai pensare altrimenti, finché la specie nostra, come tutte le altre, sarà composta di due termini.
[...]
Se le nazioni vogliono camminare alla libertà, è d'uopo, che non si trattengano in seno, terribile ingombro e potente avversario, un elemento impersuaso e malcontento così numeroso, qual è il femminile".

venerdì 5 agosto 2011

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO " LA GIUNTA NON VA BENE! SONO ASSENTI LE DONNE ! "

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA


Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna


"...........In conclusione, il ricorso deve essere accolto, non avendo il Presidente della Giunta Regionale né compiuto la necessaria attività istruttoria volta ad acquisire la disponibilità alla nomina di persone di sesso femminile, né avendo motivato adeguatamente le ragioni della mancata applicazione del principio di cui all’art. 51 della Costituzione.

I provvedimenti impugnati vanno quindi annullati, dovendo il Presidente della Giunta Regionale procedere alla nomina dei nuovi assessori tenendo conto dei principi contenuti nella presente decisione.

Attesa la novità e complessità della questione sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese processuali."


http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Cagliari/Sezione%202/2010/201001111/Provvedimenti/201100864_01.XML

sabato 30 luglio 2011

APPELLO:IL TRENO DELLE DONNE PER LA COSTITUZIONE


« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. »

(Articolo 1 della Costituzione Italiana)

L'iniziativa di Ceroni del PDL: con la modifica dell'art. 1 si vuole rimarcare la centralità del Parlamento anche rispetto al governo, alla Consulta e al presidente della Repubblica. Il testo della proposta, depositata a Montecitorio negli scorsi giorni, diverrebbe così: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla centralità del Parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare espressa mediante procedimento elettorale".

Il treno delle donne per difendere la costituzione è un’iniziativa tutta al femminile che parte dal basso per difendere i diritti fondamentali dei cittadini italiani e che dimostra una volta di più il connubio strettissimo tra donne e politica.

"Il treno delle donne per la costituzione"

Il dettato presente sul sito ufficiale dell’iniziativa recita così:

E’ chiaro a tutti che con la proposta di modifica dell’art. 1 della nostra Costituzione in Italia si prospetta un pericolo concreto di dittatura, poiché tale sarebbe un Parlamento che sovrasta tutti gli altri organi Costituzionali.

Noi donne non possiamo permettere che un simile scempio si consumi!
E’ arrivato il momento di fare sentire chiara e forte la nostra voce, e per questo motivo dobbiamo chiedere al Presidente della Repubblica di ascoltare anche la nostra opinione!
Le donne sono la maggioranza in questo Paese e nessuno può permettersi di ignorare il nostro pensiero, le nostre preoccupazioni, la nostra presenza

"donne e costituzione"Un’iniziativa degli attivisti italiani e soprattutto per le donne in politica, per proteggere la costituzione. In gran parte costituita da reti femminili, la proposta è quella di radunarsi a Roma e dar vita ad una grande manifestazione, arrivando nella Capitale con il treno. Da cui il titolo dell’evento “Il treno delle donne”. Il treno delle donne attraverserà l’Italia per dare risalto alla costituzione, per difenderla in un evento che punta a creare attenzione attorno al problema politico della modifica della carta costituzionale.

L’obiettivo è arrivare a Roma il 22 e 23 settembre e circondare il Parlamento. Si è scelto come interlocutore privilegiato il Presidente della Repubblica, perché difenda la carta dei diritti degli fondamentali degli italiani.
Se volete partecipare all’evento ecco dove iscrivervi

potete scrivere a:

retedonnesiciliane@li​bero.it; Info@trenodelledonneperlacostituzione.it

o visitare la pagina di iscrizione
Nella stessa pagina indicazioni anche sul prezzo del biglietto e attività di logistica.

L’iniziativa è promossa da alcuni gruppi, fra cui i movimenti di rivoluzione gentile, nati sulla scia dei movimenti delle donne:

RETE DELLE DONNE SICILIANE PER LA RIVOLUZIONE GENTILE
GRUPPO VENETO RETE RIVOLUZIONE GENTILE
MOVIMENTI CIVICI
RADIO CENTO PASSI
CONSULTA DELLE DONNE
ONERPO (Osservatorio Nazionale ed Europeo per il Rispetto delle Pari Opportunità)
FORUM AMBIENTALISTA
RETE VIOLA
MOVIMENTO NO COKE ALTO LAZIO
VESPRI SICILIANI

Fonte: www.ilsitodelledonne.it

lunedì 23 maggio 2011

UNIONCAMERE UMBRIA - INCONTRO CON LE IMPRENDITRICI DELL'AREA ORVIETANA - ORVIETO - PALAZZO DEI SETTE - ORE 15,30

UNIONCAMERE UMBRIA

ALLE IMPRESE UMBRE AL FEMMINILE
DELL’AREA ORVIETANA
Oggetto: L’imprenditoria femminile per lo sviluppo del territorio: incontro con le imprenditrici dell’area orvietana.

Gentile imprenditrice,
ho il piacere di comunicarLe che il Comitato regionale per la promozione dell’imprenditoria femminile (Crif), con il coordinamento di Unioncamere Umbria, ha programmato per il giorno mercoledì 25 maggio p.v., alle ore 15.30 presso la sala del Governatore a Palazzo dei Sette ad Orvieto, un incontro con le imprenditrici del
territorio orvietano sul tema “L’imprenditoria femminile per lo sviluppo del territorio” .
Con l’iniziativa si intende creare un occasione per favorire e incentivare il rilancio e la qualificazione dell'imprenditoria femminile locale, per confrontarsi su tematiche fondamentali concernenti la gestione aziendale e per sviluppare un network di relazioni nel territorio.
All’incontro, saranno presenti le rappresentanti dei comitati che illustreranno le attività di promozione e sostegno all'imprenditoria femminile, le iniziative di informazione, formazione ed assistenza attualmente in corso.
Parteciperanno, inoltre, il prof. Sergio Sacchi e il prof. Paolo Fratini che avranno il compito di delineare un quadro sulla presenza delle donne nel mondo dell'imprenditoria umbra e sulle caratteristiche peculiari della gestione
femminile dell'impresa.
Confidando nella sua gradita partecipazione all’evento La informo che per le adesioni è disponibile la segreteria organizzativa al n° 0744 489238/224 mail chiara.brutti@umbria.camcom.it oppure staff@umbria.camcom.it.
Distinti saluti.
IL DIRETTORE
(Dr.ssa Giuliana Piandoro)
" Il primo compito del Partito Democratico deve essere quello di restituire credibilità alla politica". Rosy Bindi