UNIONCAMERE UMBRIA
ALLE IMPRESE UMBRE AL FEMMINILE
DELL’AREA ORVIETANA
Oggetto: L’imprenditoria femminile per lo sviluppo del territorio: incontro con le imprenditrici dell’area orvietana.
Gentile imprenditrice,
ho il piacere di comunicarLe che il Comitato regionale per la promozione dell’imprenditoria femminile (Crif), con il coordinamento di Unioncamere Umbria, ha programmato per il giorno mercoledì 25 maggio p.v., alle ore 15.30 presso la sala del Governatore a Palazzo dei Sette ad Orvieto, un incontro con le imprenditrici del
territorio orvietano sul tema “L’imprenditoria femminile per lo sviluppo del territorio” .
Con l’iniziativa si intende creare un occasione per favorire e incentivare il rilancio e la qualificazione dell'imprenditoria femminile locale, per confrontarsi su tematiche fondamentali concernenti la gestione aziendale e per sviluppare un network di relazioni nel territorio.
All’incontro, saranno presenti le rappresentanti dei comitati che illustreranno le attività di promozione e sostegno all'imprenditoria femminile, le iniziative di informazione, formazione ed assistenza attualmente in corso.
Parteciperanno, inoltre, il prof. Sergio Sacchi e il prof. Paolo Fratini che avranno il compito di delineare un quadro sulla presenza delle donne nel mondo dell'imprenditoria umbra e sulle caratteristiche peculiari della gestione
femminile dell'impresa.
Confidando nella sua gradita partecipazione all’evento La informo che per le adesioni è disponibile la segreteria organizzativa al n° 0744 489238/224 mail chiara.brutti@umbria.camcom.it oppure staff@umbria.camcom.it.
Distinti saluti.
IL DIRETTORE
(Dr.ssa Giuliana Piandoro)
lunedì 23 maggio 2011
giovedì 17 febbraio 2011
"Se non ora quando": le donne torneranno presto in piazza: le testimonianze di Bindi e Camusso
Non erano poche radical chic, non erano solo brutte, vecchie, di sinistra e soprattutto non erano poche. Non c’erano solo le voci della presidente del Pd, Rosy Bindi, o del segretario Cgil, Susanna Camusso. Domenica scorsa al grido di “Se non ora quando?” l’Italia è stata scossa da un movimento di piazza che ha dimostrato al mondo intero come il popolo italiano, fatto di donne e uomini, non subisca passivamente qualsiasi arroganza del potente di turno.
E nessuno si aspettava una risposta così corale. Non se lo aspettavano il governo, i partiti d’opposizione e le stesse organizzatrici. Lo dimostrano le piazze scelte come sede della protesta che si sono rivelate tutte troppo piccole per contenere la marea di cittadine e cittadini scesi per strada ad esternare la propria indignazione, non tanto per lo scandalo Ruby, quanto per quello della rappresentanza femminile tradita da criteri di selezione tutt’altro che meritocratici.
Una risposta così forte autorizza il comitato organizzatore a volare alto, a non fermarsi qui e promettere nuove iniziative. “Grazie alle donne e agli uomini che sono scesi nelle piazze di tutta Italia e di tanti paesi di tutto il mondo per manifestare la volontà di costruire un paese migliore”, si legge nel comunicato diffuso attraverso il blog senonoraquando. “Grazie per l’adesione e il sostegno che ha unito così tante persone, numeri che non possono e non devono essere ignorati”, e poi la promessa: “La nostra lotta continua. Presto sul blog scriveremo quali saranno le prossime iniziative. Ieri è iniziata la risposta al nostro 'se non ora, quando?'. Inizia l’adesso”.
Ecco qual è la speranza che molte e molti traggono dall’evento di domenica: che sia l’inizio di un movimento civico di opinione e di azione. Un movimento senza colore politico e senza connotazione di genere, perché è vero che tutto può partire dalle donne ma è la cittadinanza intera che può accogliere l’invito a dire “basta” alla volgarità, alla menzogna e al lassismo di Stato.
Fonte: Tiscali - di Claudia Mura
Immagine: Il fatto Quotidiano
15 febbraio 2011
venerdì 11 febbraio 2011
EMILY IN ITALIA UMBRIA :SE NON ORA QUANDO ? - DOMENICA ORE 15,30 - PIAZZA DELLA REPUBBLICA - ORVIETO

Se non ora, quando?
In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
se non ora quando
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.
Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.
venerdì 17 dicembre 2010
QUI EMILY:PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE
Nei giorni scorsi, presso la sede del Consiglio Regionale dell’Umbria, si è tenuto un incontro promosso dall’associazione Emily in Italia Umbria, avente per oggetto una nuova legge regionale per l’imprenditoria femminile. Vi hanno partecipato: il Consigliere Regionale Fausto Galanello, la Dott.ssa Nadia Libera Imbroglini responsabile del settore Imprenditoria Sociale e Femminile di Sviluppumbria Spa e Silvia Fringuello presidente dell’associazione femminile Emily in Italia Umbria.
L’iniziativa è stata pianificata e concordata con il Consigliere Regionale Fausto Galanello, durante “Il compleanno di Emily 2010” alla presenza della Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. In quella circostanza, su richiesta dell’associazione, il Consigliere si rese disponibile a favorire il procedimento di approvazione presso il Consiglio Regionale dell’Umbria di una nuova legge regionale per l’imprenditoria femminile.
La Regione dell’Umbria ad oggi, è sprovvista di una legge mirata all’incentivazione ed allo sviluppo delle imprese al femminile, pur avendo una massiccia presenza di imprenditrici. Nella sola provincia di Terni nel 2008 (fonte: Camera di Commercio di Terni), le titolari d’impresa erano pari al 25% circa delle imprese presenti sul territorio.In passato la vecchia legge nazionale 215, anche se di difficile accesso, ebbe un grande successo di partecipazione e coinvolgimento da parte delle donne umbre interessate ad intraprendere un percorso lavorativo imprenditoriale.
Nell’anno delle “Pari opportunità”europeo, il 2007, la Presidente del Comitato per l’Imprenditorialità Femminile di Perugia Nadia Libera Imbroglini, propose alla Regione Umbria un disegno di legge sull’imprenditoria femminile: “Opportunità finanziarie per l’impresa femminile in Umbria”, che però non ebbe seguito.
Stante la crisi economica, agli ostacoli socio-culturali alle quali sono soggette le politiche di genere, alle difficoltà delle donne ad entrare nel mondo del lavoro ed accedere al credito per lo sviluppo delle proprie imprese e viste le prossime scadenze istituzionali di programmazione e rimodulazione economica dei fondi destinati alle imprese, l’associazione Emily in Italia Umbria, oggi, ritiene opportuno supportare nuovamente il disegno di legge sopra citato ed invita tutte le associazioni ed i movimenti femminili della Regione Umbria e le Istituzioni preposte, quali i Centri di Pari Opportunità, ad impegnarsi affinché anche la nostra Regione sia dotata di un’opportuna e progredita legislazione in materia.
Orvieto lì, 16 dicembre 2010
La Presidente di Emily in Italia Umbria
Silvia Fringuello
L’iniziativa è stata pianificata e concordata con il Consigliere Regionale Fausto Galanello, durante “Il compleanno di Emily 2010” alla presenza della Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. In quella circostanza, su richiesta dell’associazione, il Consigliere si rese disponibile a favorire il procedimento di approvazione presso il Consiglio Regionale dell’Umbria di una nuova legge regionale per l’imprenditoria femminile.
La Regione dell’Umbria ad oggi, è sprovvista di una legge mirata all’incentivazione ed allo sviluppo delle imprese al femminile, pur avendo una massiccia presenza di imprenditrici. Nella sola provincia di Terni nel 2008 (fonte: Camera di Commercio di Terni), le titolari d’impresa erano pari al 25% circa delle imprese presenti sul territorio.In passato la vecchia legge nazionale 215, anche se di difficile accesso, ebbe un grande successo di partecipazione e coinvolgimento da parte delle donne umbre interessate ad intraprendere un percorso lavorativo imprenditoriale.
Nell’anno delle “Pari opportunità”europeo, il 2007, la Presidente del Comitato per l’Imprenditorialità Femminile di Perugia Nadia Libera Imbroglini, propose alla Regione Umbria un disegno di legge sull’imprenditoria femminile: “Opportunità finanziarie per l’impresa femminile in Umbria”, che però non ebbe seguito.
Stante la crisi economica, agli ostacoli socio-culturali alle quali sono soggette le politiche di genere, alle difficoltà delle donne ad entrare nel mondo del lavoro ed accedere al credito per lo sviluppo delle proprie imprese e viste le prossime scadenze istituzionali di programmazione e rimodulazione economica dei fondi destinati alle imprese, l’associazione Emily in Italia Umbria, oggi, ritiene opportuno supportare nuovamente il disegno di legge sopra citato ed invita tutte le associazioni ed i movimenti femminili della Regione Umbria e le Istituzioni preposte, quali i Centri di Pari Opportunità, ad impegnarsi affinché anche la nostra Regione sia dotata di un’opportuna e progredita legislazione in materia.
Orvieto lì, 16 dicembre 2010
La Presidente di Emily in Italia Umbria
Silvia Fringuello
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