mercoledì 17 dicembre 2014

QUI, POSTAZIONE "OPPOSIZIONE"- NIENTE LACCI E LACCIUOLI,TANTO PER CHIARIRE

Io sono una dei famosi/e 15 ,detta anche: carbonara (al femminile), vecchia, navigata, straniera, brigantessa, zitella, puttana ecc ecc e quindi da oggi, anche "perdente" che, come in molti auspicano, non si asservirà mai al vincitore ! Perché viva Dio, sono una donna libera ! Ho perso e vinto nella vita tantissime volte e, nel primo caso non mi sono mai messa al servizio di nessuno e nel secondo caso, non ho mai preteso di avere dei servitori perché, a differenza di molti, provo a rispettare le persone ed il loro pensiero. Ciò significa anche, che il vincitore deve adoperarsi ad avere sempre più maggior consenso per rimanere tale e non il contrario, ed il perdente, per far convergere verso di lui il vincitore e trovare una mediazione, deve mantenere le proprie posizioni. In democrazia sta roba si chiama " Maggioranza ed Opposizione" ed io mi definisco un' "oppositrice". Nel caso specifico il segretario Scopetti in un anno appena è riuscito a dimezzare il suo consenso ( congresso unitario 2013) ed addirittura a far assumere ai suoi "fidi" sostenitori quasi tutti (congresso 2012) il ruolo di opposizione., compresa la sottoscritta. La maggior parte delle accuse che ci vengono mosse fanno riferimento alla nostra perdita di "posizioni" , "poltrone" e così via, dimenticando che dei 24 che ieri sera sono stati contrari al documento del segretario la maggior parte non ha mai investito cariche istituzionali e chi l'ha ricoperte lo ha fatto circa 7/10 anni fa e credo che non ne sentano ne il bisogno e ne la mancanza, possono tuttavia,( almeno questo) avere la volontà di spendersi per la loro città. 

Allora la domanda dovrebbe sorgere spontanea ! Come mai coloro che hanno dato fiducia fin dall'inizio a Scopetti “segretario”, a Scopetti = Cambiamento, a Scopetti l'”innovatore” che ci hanno messo la faccia creandosi intorno non pochi nemici, oggi non gli credono più ? Perché non hanno avuto la “poltrona”? La mia risposta è no, anzi a dire il vero, nel mio caso, è stato l'unico segretario che intendeva valorizzare il mio “profilo” (così lui lo chiamava e così mi disse) è stato proprio Scopetti, non mi era mai successo ! E sicuramente non succederà mai più ! Quindi se avessi voluto uno “strapuntino”, “una poltroncina” forse, me li avrebbe “concessi”. La risposta esaustiva alla domanda è nel documento programmatico “Insieme per un cambiamento progressivo” e nel documento presentato dai famosi 15 al precedente coordinamento, in sintesi dichiaro, che l'attuale gestione politica del partito è: inadeguata, poco democratica, esclusiva ed in competizione con il Sindaco insomma, devo dare ragione a chi in occasione del congresso 2012 mi avvisò dicendomi: “ guardate state attenti, che il partito non si può trasformare in un' associazione !” Beh ! Si è verificato di più ! Ieri sera, mi è stato chiesto di approvare un documento di ri-organizzazione del PD che oltre ad essere contraddittorio con lo Statuto Nazionale e Regionale, è fondato su di una concezione di gestione aziendale ed in allegato c'é anche un flow chart che si riferisce ad un' organizzazione aziendale, con ivi compreso il nucleo di valutazione !

A seguito di questa votazione occorre prendere atto che il PD di Orvieto sulla visione e gestione del partito è spaccato come una mela, il segretario deciderà come gestire questo risultato. A differenza di tanti, non sono preoccupata, anche nel recente passato abbiamo dimostrato che nel momento opportuno, l'unità d'intenti viene raggiunta, il nostro partito è democratico, si chiama PD, e grazie alle regole già esistenti, del suo Statuto, è un luogo dove è ancora possibile dibattere ed esprimersi liberamente. Lo sapevate che.....nel giro di 10 minuti possiamo votare lo stesso documento 3 volte, 2 con alzata di mano e 1 per dichiarazione di voto ?


Hasta Luego Amigos


Riporto una parte del mio intervento al coordinamento comunale del 15.12.14

........Sono convinta che insieme potremmo realizzare un cambiamento progressivo per la nostra città ma solo se:

abbiamo un'idea di partito fondato sul modello della democrazia partecipativa e non su di un flow chart che descrive un organizzazione aziendale con ivi compreso il nucleo di valutazione.

Solo con la partecipazione attiva ed il contributo fattivo dei cittadini noi possiamo uscire dalla crisi migliorare le nostre condizioni,sia in termini di qualità della vita che economici.

Zigmunt Bauman sostiene che oggi, in una società fondata sul consumismo esasperato, è povero anche colui che non è omologato ai suoi simili in termini di consumi, quindi, a differenza del passato la povertà non è più sinonimo di fame, ma è il disagio sociale che vive e percepisce il singolo individuo. Per combattere questo stato, questa solitudine, l'unico strumento a disposizione è l'inclusione del singolo in un processo decisionale collettivo e farlo cooperare ad un progetto di crescita, coinvolgerlo in un cambiamento progressivo,.

Insieme si può, questo dovrà essere da ora in avanti il nostro motto, il motto del PD di Orvieto.

Da questa conferenza ho grandi aspettative, m'immagino fin da subito, da domani, che il mio PD, I suoi dirigenti attivino subito una grande mobilitazione, di tutti gli iscritti, I simpatizzanti, gl'amministratori, I corpi intermedi ed I singoli cittadini (lo vogliamo chiamare un richiamo alle armi?) per decidere insieme sulle sorti del nostro futuro, per progettare e cantierare ogni iniziativa percorribile atta al miglioramento della drammatica situazione economica/sociale in cui versa il nostro territorio.

Per dare inizio a questo processo occorre un solo ingrediente, l'amore per se stessi e per il prossimo, l'ostacolo economico non è una motivazione valida per far naufragare l'idea, il progetto. Il Pd con la forza del volontariato, come lo è per la maggior parte delle associazioni nazionali, può dar vita ai cambiamenti progressivi, il partito riconquistando la fiducia e la credibilità dei suoi iscritti e simpatizzanti con azioni concrete e tangibili, riuscirà anche a far migliorare la sua condizione economica-finanziaria, ne sono sicura.

Ma se invece, di questa conferenza, ne rimanesse soltanto l'ennesimo elenco scritto di buoni propositi e di appelli gridati, avremmo di nuovo tradito le aspettative di tanti iscritti e simpatizzanti che ancora ci seguono, che ancora nutrono in noi la speranza.

La politica la fanno le persone, gli uomini e le donne. I fatti di cronaca degl'ultimi giorni non giovano affatto alla salute del nostro partito e nemmeno a chi vi appartiene, io provo disagio, prima Milano, poi Venezia ed infine Roma, la questione morale è un nostro problema che dobbiamo a tutti  i costi risolvere. Come? Dimostrando alla collettività il buon esempio nella vita pubblica e privata, a partire dal rispetto delle nostre regole interne, dal nostro statuto e quindi cari tutti, è ora di farla finita di ricorrere a doppi e tripli salti mortali, ad artifizi vari sulle regole atti al raggiungimento dei propri obiettivi personali ed a difesa delle proprie postazioni ! Anche dal rispetto delle regole, si misura l'integrità morale del singolo individuo !.........

martedì 22 luglio 2014

Lettera alle Democratiche della Conferenza delle Donne dell’Umbria - Direzione 17/07/2014



Care Democratiche, purtroppo oggi non potrò essere presente, impegni di lavoro mi obbligano a rimanere nella mia città, Orvieto. 
Chi mi conosce sa quanto mi sta a cuore il tema della democrazia paritaria e quindi non posso fare a meno di contribuire alla discussione che terrete oggi, prima in Conferenza e successivamente in Direzione, attraverso una mia lettera che auspico possa sollecitare la vostra riflessione e coinvolgermi un po’ nella partecipazione della nostra sintesi politica.

Circa cinque anni fa, in piena solitudine politica con un unico riferimento istituzionale regionale, Mara Gilioni, attraverso l’associazione Emily in Italia in Umbria, mi avventurai insieme ad un gruppo di giovani universitarie ed una funzionaria della Regione Umbria e fummo capaci a presentare alla Commissione Affari Istituzionali della Regione Umbria, una proposta di legge elettorale regionale che prevedeva la doppia preferenza uomo/donna studiata su tre modelli diversi di sistemi elettorali.
Il risultato lo conoscete, l’attuale legge elettorale regionale, che ha prodotto come effetto un'unica consigliera regionale eletta nelle due liste provinciali del PD, del listino nemmeno ne voglio parlare.
I nostri uomini democratici all’epoca, dopo l’ elezioni, risposero alle mie proteste, con un’affermazione : “ Avete il Presidente femmina ! Avete tutto”

Questo è a tutt’oggi lo scenario politico/maschilista sul quale dobbiamo muoverci per elaborare la nostra proposta politica, per perorarla e per poi riuscire a farsela approvare, ho avuto conferma poche sera fa all’assemblea del provinciale di Terni, alcuni democratici sono arrivati addirittura a mettere sul piatto del “ricatto politico” la questione di genere. Attualmente a differenza d’allora, nell’era dell’ “accentramento istituzionale”, si è aggiunta una variabile, la modifica del numero dei collegi, problema politico assai spinoso, che di fatto ha distolto l’attenzione dal tema della democrazia paritaria, non è più considerato una priorità per una nuova legge elettorale che dovrebbe ottemperare le direttive emanate dall’ UE.

Non resta quindi, che intraprendere una linea politica che possa conciliare le varie legittime richieste avanzate: dai partiti, dai territori, dagli uomini e dalle donne. Senza una condivisione a larghissima maggioranza la legge elettorale non verrà approvata.

Personalmente credo sia indispensabile che una nuova legge elettorale rispetti i principi sacrosanti della democrazia ed adotti le direttive europee che riguardano l’accesso alle pari opportunità, alle quali l’Italia resiste da oltre 10 anni e perciò di seguito, non proporrò un ordine di priorità ma, le priorità, per una buona e nuova legge elettorale regionale in linea con le decisioni assunte nella Conferenza regionale delle Donne del 15 aprile 2013 ove si stabiliva : doppia preferenza di genere, abolizione del listino.

Criteri prioritari e fondamentali per una nuova legge elettorale adeguata ai nostri tempi, che rispetti i principi fondanti della nostra Costituzione e le direttive europee :

-          democrazia
-         democrazia paritaria

Per ottemperare ai sopra elencati criteri occorre una legge che:

- possa consentire all'elettore di scegliere il/la proprio/a eletto/a attraverso la preferenza, che rappresenti il proprio territorio e solo con l’individuazione di più collegi si possono garantire quei territori con un minor numero di elettori perciò, abolizione del listino, no ai sistemi elettorali a liste chiuse, no al collegio unico, ci basta e ci avanza quello previsto per l’elezioni politiche ;

- è indispensabile prevedere la doppia preferenza di genere come già è stata adottata dalla  legge nazionale L.215, per rendere giustizia e dare cittadinanza alle donne, per consentire anche alle donne di contribuire, con la loro visione di genere, alla gestione del bene pubblico, abbiamo le prove, quest’ azione positiva incrementa la presenza delle donne nelle istituzioni e non ci vengano a dire che per essere elette comunque dobbiamo avere a monte un nostro personale consenso, lo sappiamo, queste affermazioni hanno un nome, si chiamano violenze psicologiche, gli uomini avessero almeno il coraggio di dirci la verità ovvero, una donna in più al potere equivale ad un uomo in meno al potere .


Vorrei continuare a scrivere, ma rischio di annoiarvi con argomenti che ben conoscete. Mi auguro che oggi la Conferenza delle Donne Umbra possa sintetizzare la propria proposta politica senza alcun condizionamento di genere maschio, libera di esprimersi a favore del nostro genere femminile e della nostra democrazia. 
Sarà difficile, lo so, ma vale la difesa dei nostri diritti, della nostra dignità e giustificherà l’esistenza di questa conferenza.
Buon lavoro e in bocca al lupo.

Orvieto lì 17 luglio 2014
                                                                                                    

                                                                                                                  Silvia Fringuello

mercoledì 12 febbraio 2014

LETTERA ALLA CITTA' DI ORVIETO ED AL MIO PD


Orvieto lì, 12 febbraio 2014

Preferisco scrivere una lettera,  invece che un asettico comunicato stampa da professionista della politica, non lo sono e non è nel mio stile. Ho sempre cercato la “familiarità” nel comunicare con il lettore, perché è ciò che desidero da lettrice, perché mi sento un’ “uguale” di una collettività e non una “diversa” della collettività, come ahimè in tanti mi considerano per la passione che nutro e l’impegno che dedico per la politica.
Scrivo per comunicarvi che ritiro la mia candidatura alle primarie aperte a tutti gli iscritti ed ai simpatizzanti  del PD per la scelta del candidato Sindaco di Orvieto. Pensate che abbia perso qualche rotella? O sia “fumata” come qualcuno mi ha detto ? No.

Il giorno prima della scadenza della presentazione dei candidati, preso atto che a distanza di poche ore dal termine, ancora non esisteva un/una concreto/a contendente alla candidatura di Germani Giuseppe, ho temuto che al popolo delle primarie venisse meno il diritto alla democrazia, pilastro fondante del Partito Democratico per il quale ho speso buona parte della mia vita e che difendo e difenderò sempre, mettendoci la faccia, ho pensato che la storia si potesse ripetere e che qualche nome imposto potesse “cadere dall’alto” sulla testa degli orvietani e quindi, ne scaturiva la decisione di candidarmi. L’autonomia decisionale del nostro territorio la dobbiamo difendere sia a destra che a sinistra, è stata in passato la nostra forza, l’attuale maggioranza del Pd ha vinto il congresso con una mozione basata su questo concetto.

Alle 11,15 di sabato 8 febbraio, ora della mia presentazione a candidata sindaca, 45 minuti prima della scadenza di presentazione, erano presenti solo due nomi, quello di Giuseppe e poi il mio, corredato delle firme dei soli tesserati, non appartenenti agli organismi od alla classe dirigente.

Devo ammettere che il Pd di Orvieto ha agevolato il percorso delle primarie, approvando in tempo utile il regolamento, pensate che al Provinciale del Pd è stato approvato soltanto ieri, ha delle regole bulgare per i comuni sotto i 5.000 abitanti ! Hanno reso di fatto impossibili le primarie nei piccoli centri ! Si, il segretario, si è troppo prolungato nella ricerca affannosa del “profilo alto” o di “spessore”, fino al punto di domandarmi  ancora  cosa stava cercando e cosa stavano a significare queste tre parole, forse: Vip? Big? Scienziato? Con QI alto ? Un attore ? Ne abbiamo tante di persone valide e preparate nel centro sinistra di Orvieto a prescindere dalla loro estrazione sociale, dalla loro professione e dichiarazione dei redditi. 

Però, in una società costruita sull’immagine, è comprensibile che un segretario di partito per poter riconquistare un Comune , cerchi veramente qualcuno di speciale che possa attrarre più consenso possibile, il punto è: che è il Comune che non è attraente !. Quante donne abbia contattato nella sua ricerca non è dato sapere, gliel’ho chiesto durante un assemblea comunale, non ho avuto risposta. Si, occorre ammettere che per la rappresentanza del genere femminile, non è stato fatto molto, fortunatamente quest’anno si voterà per legge con la doppia preferenza ( femmina/maschio) e le regole del PD sulla pari rappresentanza di genere diverranno, per la candidatura dei consiglieri, mi auguro, un “apostrofo rosa” (citazione amata dagl’uomini).

Che bella esperienza ! Per quattro giorni candidata Sindaca al Comune di Orvieto ! L’ultima candidatura poco più di un anno fa, alle primarie parlamentarie del PD, fatta sempre per difendere l’autonomia del nostro territorio con il sostegno dato a Carlo Emanuele Trappolino e poi, la candidatura “forzata” alla camera dei deputati sulla lista del PD, scattai, perché uno non accettò di stare all’ultimo posto della lista. Che classe ! Che rispetto per i propri elettori ! Comportamento molto etico ! E’ con questa mia esclamazione che si comprende il senso, l’essenza delle primarie.

I candidati alle primarie sono degli individui, che si mostrano, si scoprono, all’elettorato e che cercano con le proprie qualità come la competenza, la professionalità, la comunicazione e non per ultimo la propria personalità e moralità, di conquistare il consenso. L’elettore con questo sistema esercita un potere che esula dal contesto “partito”, è libero di scegliere democraticamente il proprio rappresentante politico. L’obbligo del candidato è di far suo il programma politico del partito, per il resto sta a lui ideare il profilo della propria campagna elettorale, come ad esempio approfondendo di più alcuni argomenti e ideando soluzioni alternative. Importante è che le linee guida del partito non vengano stravolte.

Il partito deve soltanto organizzare la promozione delle primarie, garantendo le pari opportunità ai candidati, come è stato fatto il giorno della presentazione delle candidature, un bel comunicato stampa con tutti i nomi e mini-CV per ogni candidato. Sinceramente io non avrei scritto i nomi dei dirigenti firmatari a sostegno delle candidature, in quanto si suppone che abbiano un ruolo di garanzia del processo democratico in corso ed avrei dedicato qualche riga in più e lo stesso spazio ai CV dei candidati. Nulla osta che i dirigenti possano appoggiare uno o l’altro candidato.

E adesso che le primarie sono salve e che la democrazia partecipativa è stata rispettata, dopo tre giorni di fuoco incrociato politico, sessista e discriminatorio, chi sosterrò ?

Sosterrò il candidato che farà sue le seguenti proposte che diverranno parte saliente del suo programma di governo:
1. Sarà garantita la pari rappresentanza di genere nell’esecutivo dell’amministrazione comunale ed in tutte le commissioni consiliari e l’alternanza di genere nelle cariche riconducibili ad un unico individuo.
2. Verrà costituita la Commissione delle Pari Opportunità’ estesa a tutto l’ambito sociale.
3. Istituzione di un capitolo di spesa aperto anche alle devoluzioni di soggetti privati, destinato al sostentamento minimo alle donne che hanno subito violenza ed al mantenimento del centro di ascolto. 
4. Adozione delle nuove pratiche partecipative rivolte alla cittadinanza, quale l’adozione del bilancio partecipativo e la costituzione delle consulte cittadine a tema.
5. Misura anti-crisi – con una nuova riformulazione dell’imposte comunali, in base ad un principio di ridistribuzione della ricchezza, quali ad esempio: IMU più equa e solidale, la ex Tares calcolata sui reali consumi e la reale produzione dei rifiuti. 
6. Rinominare il capitolo “Entrate Dai Contribuenti” “ in “Entrate Proprie”, tramite la valorizzazione delle eccellenze del territorio, mettendo a sistema per primo il patrimonio immobiliare convertendolo in incentivo a tempo determinato destinato all’ imprese che vorranno investire ad Orvieto e che garantiranno dei livelli minimi occupazionali.
7. Turismo - La costituzione di un “marchio Orvieto” (brand) regolamentato,  in sinergia con le autorità ecclesiastiche, le imprese agricole, artigianali e della recettività, gli enti formativi.
8. Garantire gli ultimi presidi dello Stato presenti nella città e le sue frazioni, per prima la Pubblica Istruzione ed a seguire le Forze Armate e gli uffici pubblici. Incentivare La Pubblica Amministrazione a dislocare sedi ed archivi presso le proprietà immobiliari comunali.
9. Riqualificazione della Zona Industriale di Bardano attraverso l’arredo urbano e la riconversione di parte dell’area in zona commerciale, ricettiva e per attività sportive e di animazione ( secondo polo sportivo ).
10. Rilancio del progetto casello Orvieto Nord.

Rimango in attesa di una risposta rispetto alle proposte elencate. Proposte non risolutive, ma che contribuiscono ad un cambiamento radicale della visione di governance praticata fin oggi. Le vado predicando da anni, non hanno mai avuto l’opportunità di essere valutate e ne tanto meno realizzate, noi in Comune  siamo la minoranza, non decidiamo. 

Sono più che mai soddisfatta di appartenere a questo PD, che consente democraticamente ad ogni singolo di esprimere le proprie idee e di scegliere liberamente, di far emergere anche la propria individualità in un contesto collettivo. Ai tre candidati auguro una buona campagna elettorale, il clima è sereno ! Andate avanti ! E che il migliore riprenda il Comune.

Un’ appello lo rivolgo a tutto il mondo del centro sinistra orvietano. Auspico che non si debbano ripercorrere strade già sperimentate, ci hanno portato all’allontanamento ed alla perdita del nostro Comune. Chi non vuole bene al centro sinistra ed alla Città di Orvieto tenterà di frammentarci con ogni mezzo a disposizione. Non lo dobbiamo permettere! Per il bene della Città! Non possiamo assumerci noi, la responsabilità dell’azione distruttiva nei riguardi del Comune di Orvieto fatta da Concina ed i suoi !

A coloro che invece  non hanno in simpatia il PD ed amano infangare le attività di partito ed i percorsi democratici intrapresi per la selezione del candidato Sindaco, dico: noi non siamo auto-lesionisti, ne rissosi, siamo Democratici ! 

Un pensiero particolare va a tutte le iscritte e gli iscritti del PD che hanno firmato un po’ increduli la mia candidatura a Sindaca di Orvieto: grazie, grazie di cuore !

Buone primarie a tutti ! 23 febbraio 2014, Partecipate e fate partecipare !

Silvia Fringuello

sabato 30 novembre 2013

Confronto SKY: Cuperlo/Renzi/Civati @Primariepd/8dicembre2013


Cuperlo il più ricco di contenuti sia in termini programmatici che valoriali, è stato l'unico che ha cercato di spiegare con chi sta e chi vuole rappresentare: i più deboli. Le dichiarazioni sulla tassa patrimoniale, sul lavoro al centro di ogni intervento anti-crisi, sulla ridistribuzione della ricchezza, sul ritorno ad una gestione pubblica di alcuni servizi, sgombrano il campo sulla sua visione di Stato e di come immagina il suo partito un luogo collettivo dove ogni uomo ed ogni donna si possano identificare insomma, il "partito di tutti" (Prodi l'avrebbe chiamato "una casa comune") . Il "neo" è la comunicazione, "tema" ricorrente ( detto alla Letta ) negli uomini e nelle donne che provengono da una formazione politica che indirizzava ad un metodo comunicativo oramai superato.

 Mentre i suoi due concorrenti, con una forte carenza di contenuti e di conoscenza approfondita degli argomenti, hanno puntato tutto sulla comunicazione, con la pura e semplice tecnica del marketing ovvero detta all'italiana con le tecniche di vendita applicabili ad ogni tipo di prodotto da commercializzare. 

Civati ha stupito con le "ereditarie" di Berlusconi, per il resto mi sembra che abbia scopiazzato qua e la il programma della Bindi alle primarie del PD dell'anno 2007 ( vi consiglio vivamente di andarlo a rileggere ). 

Renzi non stupisce più, già è fuori moda e le poche cose che ha detto e che non ha detto,delineano chiaramente un profilo politico di destra. 
Ha detto: che di fatto andrebbe bene anche una Repubblica Presidenziale;
un no alla patrimoniale camuffato con argomenti populisti;
ha palesato molto elegantemente la sua ambiguità sui diritti da riconoscere alle coppie gay .
Non ha detto:
non ha mai parlato di "lavoro" ma di "economia";
ha taciuto l'argomento partito, poichè lo intende essere solo uno strumento dedicato e da far utilizzare ad amministratori e parlamentari.
Credetemi mi rimane difficile accettare, per me che m' identifico politicamente al "centro" del "centro-sinistra", che uno come Renzi con le sue "radici centriste " possa essere stato "inquinato" dal berlusconismo degl' ultimi 20 anni. Che ci sta a fare nel PD ? Vada a costruire la nuova destra con Alfano ! Ce lo vedo meglio ! 

Mi auguro di cuore che la maggioranza degli italiani che vorranno votare alle primarie dell' 8 dicembre sappiano riconoscere un autentico segretario di partito da degli autentici venditori di "prodotti politici" all'ultima moda, all'ultimo grido.

A presto 
Silvia

lunedì 8 luglio 2013

"L'IMPORTANZA DEI PRESIDI DI STATO SUI TERRITORI PERIFERICI" 8 LUGLIO 2013 ORE 18,30 - FESTA PD - EX CASERMA PIAVE - ORVIETO


Erano mesi che non lavoravo alla costruzione di un' iniziativa politica , trovare la spinta necessaria per "metterci la faccia" anche per una come me appassionata di politica, di questi tempi è un po' difficile, diciamo che ultimamente il mio impegno è stato più di "manovalanza" che di "pensiero" ma il susseguirsi di eventi che incidono sulla tenuta sociale ed economica del nostro territorio, mi spingono nuovamente a sollecitare tutti ad una seria riflessione che porti alla consapevolezza dello smembramento quotidiano che subisce Orvieto e l'Orvietano e contemporaneamente ad un'azione forte e compatta che coinvolga ogni singolo cittadino, che cerchi di salvare il salvabile e valorizzare ciò che ancora funziona, vive od ancora è tutto da scoprire.

Entrando nel merito dell' argomento, è a conoscenza di tutti la questione della chiusura del Tribunale di Orvieto così come le voci che di tanto in tanto si sentono sulla chiusura della caserma dell' Aeronautica, se si dovesse verificare:circa 300 presenze in meno al giorno in centro storico più gli utenti dei servizi, un danno economico che non so' quantificare, per non parlare dei costi che dovranno sostenere i futuri pendolari sia in termini economici che di qualità della vita. Occorre anche evidenziare l'importanza della presenza di questi presidi sui territori, che svolgono comunque un'azione deterrente ad eventi malavitosi e quant'altro, mantenendo così uno stato di sicurezza del quale beneficia tutta la collettività residente e gli ospiti (turisti), che scelgono di visitare per alcuni giorni o di vivere per alcuni mesi all'anno il nostro territorio.

Via via negl'ultimi anni la presenza sul territorio dello "Stato" ed il suo indotto viene sempre meno, causando così i danni già sopra citati ed inoltre, ciò sta comportando lo spopolamento dei centri storici e di quell'incremento demografico in cui tanto si sperava, non si è verificato, a causa della mancanza di servizi. Ricordo per primo la chiusura delle scuole nei piccoli centri abitati e storici, delle poste, delle caserme del Corpo Forestale, di quelle dei Carabinieri, della riduzione degli uffici dei servizi finanziari e degli sportelli dedicati all'impiego.

Sì, credo proprio che il tema è per tutti noi di vitale importanza, quindi v'invito a partecipare ed ad intervenire sull'argomento con il capo gruppo alla Commis
sione Giustizia on. Walter Verini ed il capo gruppo alla Commissione Difesa on.Gian Piero Scanu. Vi aspetto numerosi.
Silvia 




domenica 24 febbraio 2013

I MIEI TRE BUONI MOTIVI PER VOTARE PD


Una campagna elettorale veramente unica nel suo genere. La televisione l'ha fatta da padrone, i comici hanno riempito le piazze, lo scoop giornalistico ha dettato l'agenda dei candidati, insomma lo spettacolo, anche nella politica,cattura gli italiani. Ma di questo parlerò tra qualche giorno, ad urne chiuse. Alle ore 18 andrò a votare per un' Italia più Giusta per almeno tre buoni motivi:


 1° MOTIVO : voglio vivere in un Paese veramente democratico, dove la rappresentanza politica è scelta dagli elettori, dove ogni individuo ha la certezza dei propri diritti e può esprimersi liberamente e che abbia l'opportunità di realizzare il proprio progetto di vita in un contesto d'insieme, di comunità. Il Pd ad oggi è l'unico partito fondato sui concetti sopra citati e sono la base sul quale è stato costruito il programma di governo.

2° MOTIVO: Voglio lasciare a Matilde e Rachele un' Italia più giusta, dove l'uguaglianza torni ad essere un valore d'applicare in ogni ambito: legge, lavoro, scuola, sanità,sociale. Il programma del Pd non fa distinzioni: la legge è uguale per tutti, lavoro per tutti, scuola per tutti, sanità per tutti, sociale per tutti. Con i governi di centro destra, abbiamo subito in forme più o meno palesi, politiche che hanno accentuato le disuguaglianze a partire dalle leggi fatte per la singola persona (giustizia) all'azzeramento dei fondi destinato alle persone più deboli, ai tagli all'istruzione, all'introduzione di nuove forme privatistiche dei servizi essenziali e per non parlare della disparità di trattamento e di sfruttamento del lavoro. Aggiungo che le disuguaglianze sono state applicate anche nella ridistribuzione della ricchezza, le tasse ne sono l'espressione massima, vi sembra normale che in un paese che si dichiari democratico il maggior gettito fiscale proviene da chi ha reddito da lavoro subordinato e pensioni ? Il Pd se governerà introdurrà la pratica dell'equità, pagherà di più chi ha di più e meno coloro che hanno di meno o che investiranno nella crescita del Paese e che finalizzeranno la propria ricchezza per il bene comune.

3° MOTIVO: voglio dei politici che sappiano governare, che abbiano le competenze, l'esperienza e si assumano la responsabilità del ruolo che andranno a ricoprire, che non abbiano pendenze penali in corso o in giudicato, che siano stati scelti dal popolo, che non siano fenomeni da baraccone, che siano in buona parte donne. Il Pd attraverso lo strumento delle primarie ha dato l'opportunità a tutti gli elettori e simpatizzanti di scegliere i propri candidati, visto che l'attuale legge non consente la scelta dei propri rappresentati. Ogni candidato al momento della candidatura alle primarie ha dovuto presentare un quorum di firme di tesserati e l'autocertificazione dove veniva dichiarata l' assenza di procedimenti penali . Le liste erano composte per metà da donne come previsto dallo statuto, saranno elette in parlamento il 40% circa di tutti gli eleggibili. Personalmente ho vissuto tutta la procedura prevista per essere candidati e vi garantisco che siamo stati sottoposti ad una selezione durissima. Pensate che io per essere candidata all'ultimo posto ho preso più di 1.000 preferenze, mentre al primo candidato di Grillo in Umbria sono bastate 80 preferenze circa espresse solo da persone che sapevano usare il web. Per non parlare degli altri partiti di come hanno scelto i propri candidati, chiusi in due tre dentro una segreta stanza a scegliere in base allo "status" sociale del candidato (banchiere, industriale, ecc.). Ed anche qui il PD ha dimostrato di garantire un processo democratico e pari opportunità per tutti.

Vorrei scrivere altri motivi, ma poi rischio di diventare noiosa. Gli addetti alla comunicazione ci dicono che agli italiani rimangono in mente solo le prime 10 righe che leggono ed ascoltano e registrano per lo più frasi compiute (slogan). Sicuramente noi del Pd non siamo proprio bravi nel comunicare con gli "effetti speciali", ma purtroppo non siamo professionisti della comunicazione, ma semplici persone che vogliono poter cambiare in meglio questa nostra Italia per il nostro presente e per il futuro delle prossime generazioni.

Grazie a tutti coloro che mi hanno accompagnata in questa singolare ed unica esperienza che ricorderò per sempre.Una grande lezione di vita !
Mi raccomando..........andate a votare ! E.....VOTATE PD !


Silvia

lunedì 21 gennaio 2013

E COSI' INIZIO' LA MIA PRIMA CAMPAGNA ELETTORALE NELLE LISTE DEL PD UMBRO ALLE ELEZIONI POLITICHE 2013









UN PAESE PER DONNE

Presentazione delle DONNE CANDIDATE nelle liste del PD Umbria

Giovedì, 24 gennaio - ore 18.00
Deco Hotel (Ponte San Giovanni – PG)

Senato

Nadia Ginetti
Valeria Cardinali
Giuliana Falaschi
Nicoletta Valli
 
Camera

Marina Sereni
Anna Ascani
Silvia Fringuello
 

mercoledì 26 dicembre 2012

IO, SILVIA FRINGUELLO,CANDIDATA ALLE PRIMARIE PARLAMENTARI DEL PD 29 DICEMBRE 2012


Ebbene si, sono riuscita a candidarmi alle primarie dei parlamentari del PD, credetemi non lo avrei mai detto ! Arrivare fin qui per me è già un gran successo. Non potete immaginare a quale “salto agli ostacoli” i possibili candidati sono stati sottoposti, tant’è che almeno la metà si sono persi strada facendo. Tuttavia eccomi qua, candidata. Una donna a me molto cara appena dopo l’approvazione della lista da parte della direzione provinciale del Pd, mi ha detto: “Silvia, ringrazia solo la tua tenacia !”
Si, la mia tenacia. Chi mi conosce sa che da anni, dalla tenera età di 16 anni, il mio impegno nella politica è stato sempre puntuale e costante, è la mia passione ! Credere nella politica, negli uomini e nelle donne che fanno politica seriamente e con grande senso di responsabilità, credere che le loro azioni possano migliorare il nostro mondo, il bene collettivo, comune a tutti noi, di questi tempi sembra quasi che sia peccato. La “rottamazione” , l’ “antipolitica”, una buona parte degli stessi politici, hanno offuscato il significato profondo della politica ovvero “l’amministrazione della polis per il bene di tutti “ (Aristotele)
E’ vero la politica è in crisi, il nostro sistema economico/sociale è in crisi, e allora cosa fare? Non basta criticare, ribellarsi, fomentare il malcontento. Occorre impegnarsi in prima persona e proporre e perseguire il cambiamento. Personalmente ho sempre favorito l’innovazione, non dimenticando mai i valori che hanno ispirato la nostra costituzione - la migliore nel mondo - senza i quali la politica non potrebbe esistere.
Perché mi sono candidata al parlamento? Motivata dai concetti appena esposti, penso che una donna con le mie caratteristiche ( non sono presuntuosa!), del popolo, che lotta e media quotidianamente con il sistema, che conosce, attraverso il proprio vissuto lavorativo, pubblico e privato, il reticolato della propria e delle altrui realtà, possa dare un contributo costruttivo e portare con sé una testimonianza sincera ed oggettiva di ciò che un/a comune cittadino/a italiano/a sperimenta sulla propria pelle tutti i giorni.
Non sono una “professionista” della politica e nemmeno ho intenzione di diventarlo. Negl’anni passati ho avuto l’opportunità di ricoprire incarichi pubblici sempre attraverso un’elezione diretta del popolo ed ho sempre avuto la consapevolezza che sarebbe stata una “parentesi” della mia vita pubblica e che ero lì grazie al consenso e con un mandato ben preciso: amministrare la “res publica”. Uno dei miei ricordi più vivi e dal quale ho tratto grande soddisfazione è stato quando in veste di consigliera comunale di Allerona insieme a circa cinquanta mamme ci autoconvocammo presso la scuola materna e chiedemmo ai sindaci dei due Comuni (eh si, Allerona Scalo è sempre divisa in due Comuni Allerona e Castelviscardo) l’apertura di un laboratorio per bambini dai 18 ai 36 mesi. Ad Allerona Scalo, nel 1994 nacque la prima struttura pubblica post-asilo nido e pre-scuola materna del Comprensorio Orvietano. Altra grande soddisfazione è di aver contribuito alla stesura dello statuto nazionale del Partito Democratico nella parte che tratta la democrazia paritaria, la rappresentanza di genere, ed è grazie a ciò, che oggi , insieme a tantissime altre donne posso candidarmi alle primarie parlamentari.
Perché votarmi?
Perché la politica ha bisogno anche del contributo delle donne; non si può amministrare la cosa pubblica in base ai bisogni ed alla visione di un solo genere, quello maschile (che ne sanno gli uomini delle nostre esigenze e del nostro metodo di amministrare?! Come d'altronde noi donne non conosciamo i loro, siamo diversi!).
Perché uno dei miei valori principali è la coerenza, che non significa perseverare nell’idee o nell’errore fino a rendere ottusa la mente, bensì essere fedele ai miei principi: uguaglianza, fratellanza, legalità e libertà. Grazie , ancora una volta, allo statuto del Pd alle primarie parlamentari del 29 dicembre sarà possibile esprimere due preferenze, una femminile e una maschile, scrivendo sulla scheda il cognome di una donna e il cognome di un uomo. Per questo invito tutto il popolo delle primarie e gli iscritti al Pd (dal 2011 e che abbiano rinnovato la tessera entro sabato 29 dicembre 2012) a scrivere sulla scheda SILVIA FRINGUELLO.
Buone Feste !



lunedì 12 novembre 2012

QUI ALLERONA SCALO, FIUME PAGLIA: CHE NOTTE STANOTTE!


QUI ALLERONA SCALO, FIUME PAGLIA: CHE NOTTE STANOTTE!

Notte insonne...acqua che veniva giù a secchiate, luce che andava e veniva ed un pensiero fisso: “Il ponte di Paglia sarà aperto o chiuso ?” dovevo accompagnare mia figlia a Sferracavallo alle ore 7,00 per raggiungere, insieme ad altri studenti, la sede universitaria di Perugia.

Ma vi sembra normale che nel 2012,in Italia, in Umbria, in Provincia di Terni, sul bacino di competenza del Consorzio Val di Chiana Romana e Val di Paglia, un residente di Allerona Scalo appena piove un po’ più del normale debba chiedersi se può o non può attraversare il fiume ? Stessa condizione per i residenti di Ciconia nel comune di Orvieto. Io credo che nemmeno le tribù dell’Amazzonia abbiano questo tipo di problemi ! Si è vero, è piovuto in modo del tutto straordinario, ma anche vero che negli ultimi quattro anni è la terza volta che il Paglia esonda, sempre nello stesso punto. Non ho ricordi del passato che il fiume esondasse così facilmente e che la viabilità fosse interrotta, mio nonno mi raccontava di una sola esondazione, quella del 1966 . 

Ed allora cosa è successo negl’ultimi vent’anni ? Non voglio scrivere l’elenco degli abusi e degli sfruttamenti o della mancata manutenzione del nostro territorio, sono sotto gli occhi di tutti, ma voglio raccontare la cronaca dei fatti.

Si, stavolta si è rischiato sul serio. Una ragazza alle 6 di stamane è stata travolta con tutta la sua automobile dalla piena del fiume, i due vigili del fuoco che l’hanno soccorsa ed a loro volta sono rimasti intrappolati dalla forza dell’acqua e quindi alle 8,30 circa è dovuto  intervenire un elicottero per portare tutti in salvo.
E pensare che circa quindici giorni fa, noi Alleronesi , sia quelli residenti sotto il Comune di Castelviscardo (Pianlungo) sia quelli residenti sotto il Comune di Allerona ( noi di Allerona Scalo siano speciali abbiamo due Comuni !) , abbiamo visto ruspe, pale,  ecc. lavorare agl’ argini del fiume. Infatti, nel giro di due/tre giorni ci siamo visti sparire al ridosso del ponte, quel poco di argine (terrapieno) e di piante che proteggevano  la strada provinciale e le abitazioni a ridosso della stessa. Nemmeno a farlo apposta è arrivata la piena e così il fiume ha avuto via libera! E mi dicono che siamo stati anche fortunati, perché l’invaso di Trevinano a monte di Allerona Scalo, era vuoto !

Mi sono informata, l’ente che ha iniziato i lavori con i soldi stanziati grazie alla penultima esondazione del 2010 ovvero grazie ad un’altra emergenza, è Il Consorzio Val di Chiana Romana e Val di Paglia. Ma dal 2010 ad oggi, cosa è stato fatto ? Stamani, mentre ero lì ho appreso da fonti attendibili, che l’inizio dei lavori ha subito dei forti ritardi poiché ci sono stati problemi di concertazione, di competenze, tra Provincia e Consorzio. Enti su Enti, sovrapposizioni autorizzative, burocrazia e noi cittadini ne paghiamo il pegno.

Ultimamente, ad una buona parte di Alleronesi sono pervenute da parte del Consorzio, delle cartelle esattoriali con annesse sanzioni, poiché all’ente non risultano versate le tasse dovute. I  malcapitati, sostengono di non aver mai ricevuto nessun avviso di pagamento e che perciò non sono disponibili a pagare nessun tipo di sanzione. Chissà, fosse questo il motivo per il quale sono stati ritardati e poi interrotti i lavori della messa in sicurezza dei cittadini di Allerona Scalo? Oppure è la non curanza, la superficialità, con il quale si affrontano determinati provvedimenti che riguardano l’incolumità pubblica e quindi la pelle di ogni singola persona?





Di questi tempi, amministrare, governare una collettività non è cosa semplice, la carenza dei fondi non consente agli Enti di programmare e realizzare opere e manutenzioni, ma quando si tratta della salute e dell’integrità dei propri cittadini/contribuenti non ci sono giustificazioni ! L’invito è quindi rivolto a tutte le amministrazioni che ne hanno la competenza a provvedere immediatamente alla salvaguardia e tutela della propria popolazione.

Allerona Scalo lì 12 novembre 2012
                                                                 Silvia Fringuello

venerdì 12 ottobre 2012

CGIL UMBRIA: UNA DELLE REGIONI PIU’ COLPITE DALLA CRISI !



Per trovare la cura occorre conoscere il male ! Noi in Umbria, ancora non abbiamo sviluppato sufficientemente la pratica dell'analisi e della consapevolezza per poter trovare nuove soluzioni alla crisi. Sveglia !

Silvia



UMBRIA: UNA DELLE REGIONI PIU’ COLPITE DALLA CRISI!
NEGLI ULTIMI 5 ANNI CIG AUMENTATA DEL 614%
LO CONFERMA L’OSSERVATORIO NAZIONALE DELLA CGIL SULLA CIG
DAL 2007 AL 2011 PERSI  8000 POSTI DI LAVORO NELL’INDUSTRIA
IL 20 OTTOBRE 2000 UMBRI A ROMA ALLA MANIFESTAZIONE DELLA CGIL

Nel mese di settembre, secondo il rapporto dell’osservatorio nazionale della CGIL sulla Cig, continua a rimanere alto il numero dei cassa integrati in Umbria (28.494 lavoratori coinvolti di cui 14.247 a 0 ore).
La tendenza recessiva continua nel Paese e in Umbria e si manifestano ulteriori segnali di difficoltà (basta pensare alle industrie alimentari Novelli e alle tante aziende metalmeccaniche e del commercio entrate in crisi nel 2012).
Aumenta la disoccupazione rispetto ad un anno fa: +2,3%, ma l'incremento è del 20% se si raffronta il dato con gli anni precedenti alla crisi. Mentre la Cig continua ad essere uno strumento che argina l’ulteriore aumento della disoccupazione.
Nel confronto gennaio-settembre 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011 l’Umbria è la seconda regione con il più alto aumento della Cig (+40,97%), dietro soltanto alla Sicilia dove la Cig aumenta del 58%.
Se questi sono i dati relativi al 2012, allungando lo sguardo rispetto agli ultimi 5 anni, il quadro si presenta ancora più pesante e per certi versi anche drammatico.
E' ancora l'osservatorio della Cgil a rivelare che nell’arco di tempo che va dal 2007 al 2011 in Umbria la Cig aumenta del 614,83%, rispetto ad una media nazionale del 327%.
Quindi l’aumento in Umbria è doppio rispetto alla media nazionale.
In questo periodo i lavoratori occupati nell’industria in Umbria passano dagli 85.600  del 2007 ai 77.574 del 2011, con una perdita di circa 8.000 posti di lavoro.
E nel 2012 la perdita continua ad essere ulteriormente consistente.
Questa situazione difficile richiede il rilancio di una proposta che la CGIL intende incentrare su un piano straordinario del lavoro, che comporta la modifica radicale delle politiche economiche del Governo.
A sostegno di questa impostazione occorrono anche la mobilitazione e la lotta. Per tutti questi motivi sabato 20 ottobre 2.000 lavoratori umbri saranno presenti alla grande manifestazione di Piazza San Giovanni a Roma per rappresentare le crisi della nostra regione e la voglia di riscatto del mondo del lavoro.

Perugia, lì 12 ottobre 2012
                                                                                  Il Segretario Generale
                                                                                           Mario Bravi

lunedì 30 luglio 2012

DICIAMO BASTA ALLA VIOLENZA SULLE DONNE



I diritti, la dignità e il rispetto delle donne non possono più attendere
Firma la petizione per la sottoscrizione della Convenzione di Istanbul
di Roberta Agostini, pubblicato il 21 luglio 2012

In Europa ogni giorno 7 donne vengono uccise dai loro partner. L'Italia, in Europa, ha questo drammatico primato: nel 2011 sono morte 127 donne (il6,7% in più rispetto al 2010) e nel 2012 fino al mese di giugno ci sono state già 63 vittime. Abbiamo il dovere di fermare questo massacro silenzioso.

Chiediamo al governo italiano:
1) di rafforzare le politiche, anche di carattere finanziario, per sostenere il lavoro dei centri antiviolenza, per promuovere campagne di sensibilizzazione, per dotarsi di strumenti di conoscenza del fenomeno e per la formazione degli operatori
2) di firmare quanto prima la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e alla violenza domestica, e di permettere così al Parlamento di ratificarla

La Convenzione di Istanbul prevede per la prima volta a livello internazionale misure di prevenzione, di tutela in sede giudiziaria, di sostegno alle donne vittime di violenza. Per la prima volta, la violenza sulle donne è definita come una violazione dei diritti umani fondamentali e una forma di discriminazione da contrastare, raggiungendo l'obiettivo di un'eguaglianza di genere, di fatto e di diritto.

La Convenzione indica specifiche misure che gli Stati firmatari devono adottare per prevenire la violenza, proteggere le vittime e perseguire gli autori dei reati. Sono previste, in particolare, azioni di prevenzione nel settore educativo e dell'informazione; sanzioni contro la violenza fisica, psicologica e sessuale, i matrimoni forzati, le mutilazioni genitali, lo stalking; strumenti di sostegno medico, psicologico e legale alle vittime; meccanismi di monitoraggio sulla piena attuazione della Convenzione

Ad oggi, la Convenzione di Istanbul è già stata firmata da 21 paesi europei.

Nonostante il pronunciamento favorevole del Parlamento, l'Italia non ha aderito alla Convenzione: è ora che lo faccia. Nonostante il lavoro di tante associazioni, enti locali, operatori ed operatrici, le politiche fin qui attuate rischiano di non riuscire ad affrontare un fenomeno tanto pervasivo: è ora di rilanciare una strategia complessiva.

http://www.partitodemocratico.it//formgenerator/form.aspx?ID=67&guid=3ECE420E-CD41-4D55-98D5-47051528450F

venerdì 30 marzo 2012

IO A BARDANO: ORVIETO UN FUTURO DI LAVORO CHE NON C’E’ !

Io, Silvia Fringuello, appartenente a pieno titolo alla mia era contemporanea ed a quella della successiva generazione: separata, anni 45, 2 figlie, Matilde 21 anni e Rachele 18, dopo 27 anni ho dovuto cambiare lavoro, ho un nuovo lavoro! Sono presidente della cooperativa “Progetto Adeia”, socia lavoratrice con contratto “atipico” ( occorre risparmiare siamo agl’inizi! Per una della mia età un “normale” contratto di lavoro è un lusso, anche per lo stesso datore di lavoro ! ) Passioni, fin da ragazzina, la politica: membro della conferenza nazionale –regionale – provinciale delle donne del PD, dell’esecutivo regionale della conferenza delle donne regionale del PD, della direzione regionale e provinciale del PD, presidente dell’associazione femminile “Emily in Italia in Umbria” e mi sento tanto impotente…ma ancora colma d’iniziativa e tanto libera di pensare ed agire.

Tutti i giorni per almeno due volte, raggiungo la zona industriale di Bardano per recarmi alla sede della mia cooperativa che si trova accanto alla Grinta ed alla MManifatture, ovvero nello stabilimento dell’ex-Lebole. Le mura di quel luogo, raccontano la storia delle oltre 200 donne che vi lavoravano negl’anni ‘70, sono impregnate del loro sudore, provocato dall’effetto serra d’estate a causa delle altissime vetrate che circondano l’immobile e dallo stressante lavoro a catena, ma traspirano anche dei sogni avverati e dei progetti realizzati da quelle donne, grazie a quel duro ed appagante lavoro. Ricordo perfettamente, ero una bambina, la passeggiata sul piazzale delle donne della Lebole durante la pausa pranzo, così come la loro occupazione della fabbrica dal momento che andò in crisi, ho memorizzato le bandiere e lo striscione rosso con su scritta una frase che andava a coprire parte delle altissime vetrate, chissà, forse avevano pensato di unire l’utile al dilettevole, caratteristica prettamente femminile ovvero, di ripararsi un po’ dal sole o dal freddo.

Oggi come allora. Fino a poco tempo fa più di cento donne, negli ultimi mesi 67, lavoravano nella Grinta e 30 nella MMManifatture, alcune alla pausa pranzo camminavano lungo tutto lo stabilimento, altre preferivano rimanere dentro, i locali sono stati controsoffittati e quindi le condizioni ambientali del luogo di lavoro sono più salubri e più vivibili, ma hanno continuato ad impregnarsi del sudore del duro lavoro a catena e traspirano ancora sogni, speranze e progetti, ahimè ancora da realizzare, visto che entrambe le realtà erano di recente apertura e quindi le donne non hanno avuto il tempo materiale per poter concretizzare le loro aspettative. Il futuro infranto ! Zero prospettiva! All’orizzonte il buio assoluto ! Si, questo è ciò che pensano le donne dello stabilimento della ex-Lebole.

E’ da molti giorni che le lavoratrici della MManifatture presidiano la fabbrica, notte e giorno, hanno affisso le bandiere della CGIL ed uno striscione rosso che per farlo vedere meglio, fin dalla strada provinciale, è appeso sull’altissima vetrata con su scritto “ORVIETO UN FUTURO DI LAVORO CHE NON C’E’”. Sono in perenne riunione, in un locale a pian terreno, lo hanno allestito con tavoli e letti e sono lì a difendere il loro lavoro, a pretendere di poter vivere dignitosamente e a conquistare una prospettiva di crescita individuale e sociale. Non mollate, continuate la vostra battaglia !

Sono andata a trovarle per esprimere tutta la mia solidarietà, la mia piena disponibilità a fare qualsiasi cosa fosse in mio potere, ho chiesto anche se fosse stato utile dormire lì con loro. Maria Rita Paggio, la prima donna segretaria di un sindacato ad Orvieto, mi ha presentata quale presidente dell’associazione Emily in Italia Umbria, anche lei ne fa parte è una delle socie fondatrici, in quel momento il mio stato emotivo era un misto d’emozione e di imbarazzo, il nodo alla gola m’impediva di parlare serenamente. Mentre le parole uscivano dalla mia bocca, cercavo di analizzare il mio disagio e poi ho capito. La solidarietà da parte di tutto il mondo politico locale e regionale, i messaggi rincuoranti di tutte le parti sociali, le pacche sulle spalle, portare il dolcetto al loro buffet permanente, le cene confortanti, sono tutte azioni lodevoli, che sicuramente tengono alto lo spirito e l’animo di queste donne, ma non sono sufficienti.

Corsi e ricorsi della storia. All’epoca la quasi totalità delle donne della Lebole vennero reintrodotte nel mondo del lavoro grazie ad una manciata d’imprenditori orvietani che decisero di continuare l’esperienza del tessile e che purtroppo dopo circa vent’anni alcuni dovettero chiudere a causa della nuova crisi economica ma grazie anche alla politica che, attraverso finanziamenti pubblici, semplificazione burocratica e garanzie, permise di creare un nuovo sviluppo. Ad oggi, sul nostro territorio, non colgo indicazioni tese a rigenerare un nuovo sviluppo, abbiamo un’imprenditoria ed una mente imprenditoriale “spenta” con poca propensione al rischio e poca iniziativa, fatta eccezione per pochissime realtà, che però non soddisfano le esigenze occupazionali e non producono economia di scala ed una politica che ancora deve capire quale è l’alternativa a ciò che è stato, è passato ed è morto, quindi inefficace. Un esempio: la Regione Umbria nei documenti di programmazione economica (ci sono i soldi!) ha indicato il nostro territorio quale luogo per la realizzazione della filiera produttiva per il riciclo del rifiuto e nessuno si muove, forse aspettano che l’Acea della situazione o che la città di Terni prendano l’iniziativa! Segnali politici già ce ne sono, a Terni già si parla di riciclo del rifiuto e sui documenti politici programmatici per il territorio provinciale, di Orvieto se ne parla soltanto in termini “turistici” e poco più.

ORVIETO UN FUTURO DI LAVORO CHE NON C’E’! Le donne della MManifatture hanno ragione!Agire, occorre agire. Non è più tempo delle soluzioni calate dell’alto, come la manna caduta dal cielo, l’iniziativa ,il cambiamento e la determinazione sia nella forma individuale che collettiva sono la ricetta per far fronte a questa nuova epoca. Sarà la capacità di rigenerarsi, di evolversi, di adeguarsi alle nuove condizioni, di produrre in modo diverso pensiero ed azioni , di riscoprire di far parte di un tutt’uno e di una collettività a far si che una nostra singola iniziativa produrrà una causa, un effetto ed una azione, su l’intero sistema socio-economico.Io e le donne della Zona industriale di Bardano lo abbiamo capito! Prendiamo iniziativa, siamo determinate, difendiamo il nostro lavoro e siamo pronte al cambiamento, ad investire sul nostro futuro, consapevoli di appartenere ad un contesto socio-economico dal quale dipendiamo ma che nel contempo è a noi sottomesso, dal quale siamo sfruttate ma che contemporaneamente sfruttiamo, dal quale riscuotiamo e con tanta generosità prontamente rendiamo.

Il tempo è scaduto, insieme dobbiamo recuperare. Per mantenere l’attuale stato economico e limitare la crisi, la classe dirigente dell’orvietano, politica ed imprenditoriale, deve assolutamente ricercare ed attivare ogni risorsa disponibile. Per ottenere il massimo risultato nei confronti delle istituzioni regionali e provinciali e diffondere fiducia e credibilità ai privati che hanno interesse ad investire sul nostro territorio, necessita istituire un tavolo permanente composto da tutte le parti sociali che trovi soluzioni rapide ed efficaci e che progetti un nuovo modello di sviluppo. E’ soltanto con l’impegno di tutti noi e la determinazione nelle scelte, che potremmo tornare a vivere un “ ORVIETO DOVE UN FUTURO DI LAVORO C’E’ !”
" Il primo compito del Partito Democratico deve essere quello di restituire credibilità alla politica". Rosy Bindi